Erode, Magi e Bambin Gesù sono i protagonisti della pagina evangelica dell’Epifania e ciascuno di loro incarna una forma diversa di regalità.

Erode, sovrano della Giudea al tempo della nascita di Cristo, esercita il suo potere temporale come un possesso personale con la costante paura di perderlo, non riconoscendo che esso è affidato ad ogni governante direttamente da Dio.
Egli è l’emblema della falsa regalità umana, in quanto questo timore e questo mancato riconoscimento lo rendono capace delle violenza più efferate: non solo è il mandante della Strage degli Innocenti, ma altre fonti storiche riportano che ha fatto uccidere anche una delle sue mogli e alcuni dei suoi figli, sospettandoli di complotti.
I Magi, che la tradizione ci riporta come re, anche se il testo biblico non esplicita questo particolare, si mettono in un atteggiamento diametralmente opposto: non del possesso, bensì del dono.
Essi sono l’emblema dell’autentica regalità umana, in quanto riconoscono l’autorità divina e si mettono in cammino per portare doni al Vero Re: prima ancora che oro, incenso e mirra, offrono la propria umile presenza. Significativo è anche che essi siano una moltitudine (tradizionalmente tre, ma comunque una pluralità secondo il Vangelo), segno della comunione tra loro e della pace tra i popoli che guidano.


Gesù, protagonista non solo di questa pagina, ma di tutti i Vangeli, esercita la propria onnipotenza nella forma più umile e debole che la mente umana possa concepire, cioè incarnandosi in un bambino che nasce nel freddo di una grotta.
La regalità divino-umana di Cristo si esprime attraverso una forza che non si impone, ma si dona nel suo splendore. Il regno di Dio è un regno d’amore e la pienezza del Suo amore sarà poi effusa nel dono del Corpo e del Sangue nell’Ultima Cena e nella Passione.

Grazie. Molto bello il pensiero espresso, ben sostenuto dalle illustrazioni.
Buon anno 2026.
Grazie di cuore e buon 2026 a te!