L’enciclopedia Treccani definisce l’ortodonzia (o più estensivamente ortognatodonzia) come la «branca della stomatologia che si occupa della correzione delle malformazioni dei mascellari, delle anomalie di posizione dei denti per il danno che queste alterazioni portano sull’estetica del volto e sulle funzioni della respirazione, della masticazione e della fonazione».

In parole più semplici, non è solamente l’arte di “raddrizzare i denti“, ma è anche la scienza di ripristinare l’armonia (quando possibile) tra mascella, mandibola e denti e correggere le alterazioni delle funzioni: non è solo una questione di bellezza, ma anche molto spesso di salute!
La dentatura mista, cioè la fase generalmente tra i 6 e i 12 anni in cui in bocca sono presenti sia alcuni denti da latte sia alcuni denti definitivi, è il tempo dell’ortodonzia intercettiva, che agisce anche sulle ossa (che sono ancora in fase di crescita) e non solamente sui denti, mediante dispositivi come l’espansore palatale o gli apparecchi funzionali.


Al completamento della dentatura permanente (esclusi i denti del giudizio) che di solito avviene intorno ai 13-14 anni, si possono portare i denti nella posizione corretta e definitiva con l’apparecchio fisso o gli allineatori trasparenti e per fortuna non ci sono limiti di età per questa terapia, assai diffusa anche tra gli adulti.
Al tempo stesso, occorre essere ben consapevoli che per non far spostare i denti dopo ogni trattamento ortodontico sarà necessaria una fase di contenzione a vita, che consiste in un apparecchio mobile notturno o in un filo cementato sulla parte interna dei denti.


A partire quale età è opportuno fare la prima visita ortodontica? Personalmente vi consiglio intorno ai 6 anni, le raccomandazioni dell’American Association of Orthodontists suggeriscono non oltre i 7 anni.
Pertanto, se il vostro bambino è più grande e non è ancora stato visitato, correte a fissare un appuntamento!
